L'ultima versione di «Breviarium Meum» offre all'utente nuove funzionalità. La principale è la possibilità di avere, a fianco del testo in latino, la traduzione italiana (oltre quella inglese, già disponibile nelle versioni precedenti). La traduzione è classificata come «beta», a causa di un bug che talvolta restituisce, al posto dell'inno giusto, la traduzione in inglese seguita da quella italiana di un altro inno. Nonostante questo, la traduzione è già utililizzabile, e quando il bug sarà corretto, non ci sarà bisogno di aspettare un altro rilascio dell'applicazione. La nuova versione permette di accedere anche alla traduzione tedesca, la cui preparazione, in fase di avanzamento, è ancora agli inizi, e quindi incompleta.

Altra novità della versione 1.4 è la possibilità di accedere alle edizioni del breviario romano antecedenti il 1960.

Fra queste, la restituzione del breviario secondo quanto prescrive la Costituzione Apostolica «Divino afflatu» (1-11-1911) è particolarmente utile per poter leggere integralmente le tre lezioni del sermone domenicale (l'edizione del 1962 ne mantiene solo la prima).

È offerta anche un'«edizione sperimentale» che segue le rubriche del 1960 con il calendario nuovo: si tratta di una forma ibrida e non ufficialmente riconosciuta, che tuttavia può essere utile a chi celebra o partecipa alla liturgia nella forma ordinaria: le letture del mattutino possono fornire materiale per un'omelia e per la riflessione personale, anche sul santo del giorno.

All'appendice delle «orationes» si aggiungono alcune preghiere per i confessori e per i penitenti, e la possibilità di leggerne la traduzione a fianco. La traduzione in inglese è quasi completa, quella in italiano è solo agli inizi.

Infine sono stati corretti alcuni bugs, e l'applicazione è ora ottimizzata per iOS 8, l'iPhone 6 e l'iPhone 6 Plus.